LA CORSA ALL`ORO DI VENTA A OSTACOLI
Grazie alle continue pressioni dei movimenti civici e ambientalisti, il governatore della stato di Baja California Sud ha scelto di impegnarsi a frenare il progetto di Vista Gold che prevede di deturpare una riserva di biosfera in nome dell'oro
"Lottiamo per proteggere la nostra Sierra La Laguna. È una riserva di biosfera riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell'umanità e la vogliono distruggere. Una miniera d'oro a cielo aperto, ecco cosa vogliono ricavare dal cuore del nostro paradiso, non curandosi del fatto che si tratti di un'attività altamente inquinante che metterà in pericolo l'intero ecosistema della regione. L'acqua sarà contaminata e la salute dell'uomo messa a rischio". Così Elena Moreno, del gruppo ecologista Agua vale más que oro, ci aveva raccontato poche settimane fa lo spettro che aleggia sulla regione messicana dove sorge il pueblo mágico Todos Santos, municipio La Paz, stato di Baja California Sud. La compagnia Paredones Amarillos, sussidiaria della statunitense Vista Gold, stava procedendo di gran carriera, e la strada verso quel goloso giacimento di oro sembrava spianata. Ma adesso qualcosa è cambiato, e questa via è diventata quanto meno accidentata.
Il governatore di Baja California Sud, Narciso Agúndez, si è impegnato a gestire il retro front del progetto che puntava dritto dritto a violentare nell'animo la Riserva della Biosfera Sierra de la Laguna. Le pressioni, le manifestazioni, le raccolte di firme, le notti insonni dei cittadini riuniti in vari movimenti ambientalisti hanno fatto centro. Dopo un colloquio tète à tète con Agúndez, il rappresentante del comitato di cittadini, Ariel Ruiz, ha potuto finalmente dire che il governatore ha riconosciuto e condiviso la preoccupazione che agitava gli abitanti di questo paradiso. E ha ammesso che la miniera d'oro a cielo aperto, prevista nella località El Rosario, avrebbe avuto un impatto sociale e ambientale devastante. Il rischio di contaminazione delle falde acquifere è infatti altissimo, e se si considera che la regione è la più arida del Messico, i conti son presto fatti: sciagura senza ritorno. Così, Agúndez ha scelto da che parte stare e immediatamente si è mosso per convincere la Segreteria dell'ambiente e delle risorse naturali a bloccare ogni velleità di sfruttamento.
A dar man forte al governatore ci saranno le tremila firme raccolte nelle comunità coinvolte in questo mega progetto, come quelle di El Pescadero e Todos Santos, zone che dipendono direttamente dalle acque della Riserva. "Siamo molto preoccupati - ha ribadito il rappresentante dell'agguerrita organizzazione in difesa dell'ambiente - perché gli svantaggi che provocherebbe la miniera sono molti di più dei benefici. Un'intera regione ne sarebbe coinvolta e sconvolta". In particolare il popolo magico Todos Santos, che vive di solo turismo e dove ogni abitante è quindi contrario e arrabbiato, perché la miniera li rovinerebbe per sempre.
Stella Spinelli
Peace reporter
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UN MECCANISMO INASPETTATO. ACQUE SUBTROPICALILAMBISCONO LA GROENLANDIA
I cambiamenti a vasta scala della circolazione oceanica si propagano fino ai ghiacciai groenlandesi molto più rapidamente di quanto si supponesse.
Le acque più calde provenienti dalle regioni subtropicali lambiscono i ghiacciai della Groenlandia, accelerandone lo scioglimento: lo mostra uno studio di un gruppo di ricercatori diretto dalla italiana Fiamma Straneo, attualmente in forza presso la Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI), che firmano un articolo pubblicato sulla rivista Nature Geosciences.
"Questa è la prima volta che osserviamo acqua così calda in un qualsiasi fiordo della Groenlandia", dice Fiammetta Straneo. "Le acque subtropicali stanno fluendo attraverso il fiordo moto velocemente, riuscendo così a trasportare calore e a innescare lo scioglimento della parte finale del ghiacciaio."
Nell'ultimo decennio la coltre glaciale della Groenlandia, che ha uno spessore medio di tre chilometri e ricopre una superficie circa pari a quella del Messico, ha perso massa in modo sempre più accelerato.
"Fra i meccanismi che sospettiamo possano avere innescato questa accelerazione vi sono i recenti cambiamenti nella circolazione delle correnti del Nord Atlantico che stanno trasportando grandi masse di acque tropicali alle alte latitudini", spiega la Straneo. Ma finora mancavano accurate osservazioni e misurazioni in grado di confermare empiricamente l'ipotesi.
I ricercatori hanno condotto due campagne di studio nel giugno e nel settembre del 2008. collezionando dati nel fiordo di Sermilik Fjord, nella Groenlandia orientale, che è lungo 100 chilometri, collega il ghiacciaio di Helheim con il mare di Irminger e che nel solo 2003, si è ritirato di diversi chilometri raddoppiando la velocità di scioglimento.
Per ricostruire anche l'andamento stagionale delle temperature nelle acque del fiordo, i ricercatori hanno poi sfruttato i dati rilevati da sensori di temperatura applicati a 19 esemplari di foca dalla cresta (Cystophora cristata) e inviati periodicamente via satellite.
"I cambiamenti a vasta scala della circolazione oceanica si propagano fino ai ghiacciai molto rapidamente, non nell'arco di anni, ma nell'arco di mesi. SI tratta di una comunicazione estremamente rapida", ha concluso la Straneo. (gg)
19-2-10 Le Scienze