Evo Morales: il futuro e' indigeno
 
Evo Morales: il futuro e' indigeno

di Paolo Menchi - 23 gennaio 2010   
Davanti ad alcuni dei leader politicamente a lui più vicini, come il venezuelano Chavez, l'ecuadoregno Correa, il paraguaiano Lugo e la cilena Bachelet, il Presidente boliviano Evo Morales ha iniziato il suo secondo mandato che durerà fino al 2015...


...senza possibilità di rielezione con una cerimonia ufficiale in Parlamento, chiamato ora "Asamblea Plurinacional". Morales ha dichiarato che da adesso in poi lo Stato, superata la fase del colonialismo, entrerà nella fase del "Estado plurinacional" che dovrà vivere in armonia con la natura troppo spesso calpestata in nome del progresso.
Per raggiungere questo obiettivo il Presidente ha chiesto l'appoggio delle comunità indigene di tutto il pianeta per salvare non solo la Bolivia, ma tutta la terra.
Il legame con gli indigeni è stato ancora una volta suggellato con una cerimonia tenutasi nella città sacra di Tiahuanaco (a 71 km da La Paz ed ad un'altitudine di 3800 metri), durante un rito simile a quello effettuato durante il suo primo insediamento, Morales ha ricevuto i bastoni del comando da un bambino e da una bambina come simbolo del potere conferito dai popoli indigeni originari.
Tutta la cerimonia, accompagnata dal suono dei "pututus" e dei tamburi, è stata molto carica di misticismo e piena di significati religiosi, alcuni dei quali a noi difficili da comprendere.
Morales vestiva un abito tradizionale, tessuto interamente con lana di lama, simile a quelli che vestono da millenni le autorità di Tiahuanaco, ed ha ringraziato " Pachamama " o "Madre Tierra" per tutti i doni che ha concesso all'umanità, impegnandosi a rispettarla e a preservarla.
A proposito del nuovo concetto di Stato, il vicepresidente Álvaro García Linera è stato molto esplicito parlando di "Stato Socialista", caratterizzato dal comando del popolo in contrapposizione allo stato capitalista.
Nel discorso ufficiale Morales, dopo aver evidenziato una serie di successi ottenuti nel corso del suo primo incarico, ha elencato alcuni degli obiettivi programmatici che vorrebbe perseguire nella nuova legislatura.
La prima legge che sarà portata all'esame del Parlamento, o meglio della "Asamblea Legislativa Plurinacional", sarà una normativa volta a combattere la corruzione, inoltre tra gli interventi legislativi primari sono stati citati anche la riforma del potere giudiziario e la concessione di maggiori autonomie agli organi statali.
In tema di politica internazionale Morales ha attaccato gli Stati Uniti, che, a suo dire, hanno più volte, ma senza successo, tentato di impedire le relazioni della Bolivia con i paesi "socialisti" da lui individuati in Cuba, Iran e Venezuela.
Pur rieletto con ampio margine, l'ex leader dei cocaleros dovrà ancora una volta fare i conti con i desideri autonomisti delle ricche province dell'Est dove il suo carisma è decisamente meno forte rispetto alle zone a maggioranza indigena e dove dovrà vigilare, e magari effettuare alcune concessioni, per evitare di tornare alle tensioni di alcuni mesi fa.

Tratto da:
clarissa.it

 
 
 
 







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