Lettera aperta
Egregio Gazzettino,vi chiedo di pubblicare questa lettera,magari non relegata nella rubrica delle lettere,ma in una pagina adeguata,visto il danno che state aiutando a fare è il minimo che dovreste compiere,come seri giornalisti dovete dare voce non solo al presidente del Sicomoro ma anche ai suoi membri,ieri avete dato il fianco ad una donna che come una tigre ferita a morte si sta vendicando e solo vendicando sputando veleni e menzogne,non si può solo per fame di vendere copie ,distruggere un'associazione seria che da anni sta lavorando a favore dei bambini e della giustizia,ci sono uomini e donne nel gruppo che dopo una settimana di duro lavoro si alzano alle 6 del mattino alla domenica per andare ai mercatini per raccogliere fondi per i bambini delle Ande,gente che potrebbe starsene a letto o a guardare la televisione,un minimo di rispetto credo sia dovuto a queste persone,non è possibile che diate voce ad una donna che sta sclerando letteralmente perchè il marito l'ha abbandonata accusando noi di cose assurde e non vere,le statistiche che dicono che in Italia le separazioni e i divorzi sono in continua crescita non penso dipendano dal Sicomoro,ma da quolcos'altro penso,ma certo che se ci si vuole vendicare a tutti i costi perchè non si vogliono ammettere i propri errori è cosa facile,in una coppia che si separa la colpa non è mai di uno solo,ma qui accusare un gruppo culturale è troppo,e voi come giornale avete date credito e voce a questa cosa,come si fa a distruggere delle persone senza chiedersi se state facendo una cosa giusta e sopratutto morale,è giornalismo questo? non si possono inventare accuse calluniose e false solo per fame di vendetta,mi dispiace ma non potete fare finta di niente,per amore della verità,e per amore della missione di giornalisti che avete scelto di fare,che è quella di dirla la verità.
"E' mezzanotte e mezza del 7 Marzo,ero andata già a dormire,ma poi ho dovuto rialzarmi perchè non riuscivo a prendere sonno,le accuse infamanti che oggi sono apparse sul vostro quotidiano hanno fatto male a molti,faccio parte dell'associazione culturale Il sicomoro da oramai 11 anni,e quando ho letto l'articolo sono sobbalzata dalla sedia,sono rimasta a dir poco allibita,quelle accuse di distruggere delle famiglie ,accuse che vengono da una donna ferita a morte perchè il marito l'ha lasciata,e che adesso si vuole vendicare massacrando chi non ha colpa alcuna è a dir poco assurda, e dato che avete dato voce ad una donna che definirei non altruista ma solo vendicativa,ora lasciate che parlino anche coloro che conoscono bene il gruppo in questione,di questo gruppo fanno parte molte famiglie tra cui la mia,e ribadisco che è un gruppo culturale non una setta come la signora vorrebbe accusare,forse dovrebbe guardare dentro se stessa per capire se non abbia fatto qualche sbaglio lei,prima di accusare terze persone.
Ho conosciuto quello che oggi è mio marito,proprio tramite Il Sicomoro,eravamo tutte e due liberi,non avevamo matrimoni alle spalle,ci siamo innamorati e dopo due anni ci siamo sposati in chiesa,con il gruppo presente,il mio amato gruppo.
Dopo 9 mesi è nato il nostro meraviglioso bambino,la felicità era alle stelle,solo che il destino non è sempre tranquillo,quando aveva due mesi i medici gli diagnosticarono una malattia rara,per questo dovette fare più operazioni,la mia felicità diventò tristezza,arrabbiatura,dolore,ero arrabbiata anche con Dio,ebbene se non avessi avuto quelli che oggi qualcuno definisce erroneamente setta,non so come avrei potuto superare il tutto,ricordo quando fu operato il mio bambino lì nella sala d'attesa dell'ospedale di Treviso,apparirmi due amiche del gruppo,si erano fatte 50 km per essere lì accanto a noi,per alleggerire il nostro dolore,per darmi forza e coraggio,per non ricordare poi tutti i momenti in cui mi hanno soretta,quelle famiglie di cui parla la signora Carla Basso, in cui vi è stata una reale separazione,non sono dipese dal gruppo,ma da problemi familiari preesistenti,.
Cosa dovremmo dire allora dell'onorevole Casini che si è lasciato con la moglie per mettersi assieme ad un'altra donna e ci ha fatto pure 3 figli che è colpa dell'UDC che è un partito che distrugge le famiglie?O dell'onorevole Fini che anche lui ha lasciato sua moglie dopo vent'anni e ora sta con un'altra donna che gli ha dato due figli,anche nel suo caso è colpa del partito?
Ci vogliamo rendere conto che stiamo dicendo delle immense sciocchezze? Qui qualcuno vuole per forza accusare gli altri perchè non vuole ammettere i propri errori,è troppo facile mascherare le proprie colpe accusando gli altri,i problemi che avranno avuto all'interno della coppia io non li conosco,ma non sono dipesi dall'appartenenza al gruppo Il Sicomoro,io ringrazio invece il gruppo il Sicomoro di esistere,li ringrazio di essere diventati la mia seconda famiglia,e non credo sia una colpa questa ,a volte la famiglia di origine ti aiuta meno che dei veri amici e questo è un dato di fatto,e come dice il proverbio chi trova un amico trova un tesoro e a volte invece i parenti sono come i serpenti.
Mi auguro che questa storia triste abbia fine,e che ci lasciate lavorare in pace,a favore dei bambini ,della giustizia e della verità come finora abbiamo fatto,auguro alla Signora Carla Basso di ripensare alle accuse fatte e ritrovare la serenità che ha perso non certo per colpa d'altri.
E' l'una di notte ormai,spero tanto che questo sia solo un brutto sogno e di svegliarmi domani con la verità e non con la menzogna,perché la verità rende liberi,ma liberi davvero.”
Bianchin Francesca
Arcade (TV)
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Alla c.a. del direttore del Gazzettino dott. Roberto Papetti
Alla c.a. della collega Olivia Bonetti
Egr. dott. Papetti, Gent.le sig.ra Bonetti,
leggiamo con una certa sorpresa i servizi pubblicati sul vostro giornale inerenti la figura del nostro direttore responsabile Giorgio Bongiovanni. Pur riconoscendo la correttezza dei vostri articoli che rispettano il diritto di replica non possiamo esimerci dal portare alcune considerazioni.
Siamo dell’idea che ogni vicenda umana meriti il dovuto rispetto, anche quando appare sin troppo facile e scontato l’addebito delle proprie frustrazioni e dei propri fallimenti personali ad una figura indubbiamente carismatica come quella del direttore Bongiovanni. Al contrario non possiamo in alcun modo consentire che venga fatta confusione sulle attività svolte dalle associazioni che a lui fanno riferimento.
Se è vero infatti che vi sono molte attività all’apparenza solidali che celano malaffare e mirano ad ingannare il prossimo è altrettanto vero che questo tipo di malversazioni si possono facilmente individuare. Basta cercare i dovuti riscontri. A prescindere dal credere o meno nell’esperienza spirituale di Bongiovanni, che attiene alla sfera della convinzione personale, l’operato di ANTIMAFIA Duemila è invece facilmente verificabile come dato oggettivo. ANTIMAFIA Duemila esiste come testata (anche on line www.antimafiaduemila.com) da dieci anni e gli incontri, le conferenze, le pubblicazioni e il lavoro svolto, anche in collaborazione con l’associazione il Sicomoro, è totalmente pubblico. Chiunque può informarsi sulla natura e sulle finalità del nostro lavoro. Nel vostro territorio abbiamo organizzato e partecipato a diversi incontri su vari temi come quello contro la pedofilia, sullo stato della giustizia, delle politiche mondiali ecc.. organizzati proprio dal Sicomoro.
Tra ciò che appare e ciò che è esiste un grande spartiacque che serve a marcare le differenze e a fugare la confusione: l’insindacabilità dei fatti.
Vi ringraziamo per l’attenzione e per lo spazio che avrete voluto riservarci.
Lorenzo Baldo, vicedirettore, Anna Petrozzi, capo redattore e La redazione di ANTIMAFIADuemila
Sant'Elpidio a Mare, 10 marzo 2010
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Alla cortese attenzione del dott. Vladimiro Tulisso
Capo cronista area Pordenone
c/o redazione de Il gazzettino sede Pordenone
Corso V. Emanuele 2 - 33170
RACCOMANDATA A.R. anticipata a mezzo E-mail
pordenone@gazzettino.it
OGNUNO SI SAZIA DEL FRUTTO DELLA SUA BOCCA, MA CIASCUNO SARA' RIPAGATO SECONDO LE SUE OPERE.(Prv.12.14)
Gentile dott. Vladimiro Tulisso, è con mio grande rammarico che le scrivo dopo aver letto l'articolo della giornalista dott.ssa Olivia Bonetti, in parallelo con altri inserti, apparso sul gazzettino il 6 Marzo 2010 sulla tematica delle sette in Regione. E' la prima volta che scrivo ad un giornale inseguito ad una lettura appresa sulla carta stampata e pertanto mi scuso fin dall'inizio se non presenterò i miei pensieri nel modo più corretto e/o nella forma più scorrevole.
Mi chiamo Graziano Ugenti ho trent'anni e faccio parte dell'associazione che viene additata come “setta” nell'articolo della dott.ssa Bonetti. Sono rammaricato perché mai avrei pensato di dover leggere di una così infelice etichettatura per l'associazione che stimo e seguo con convinzione.
Perché setta? E quale è stato il processo logico deduttivo che ha portato a questa conclusione?
La signora Carla Basso ha sicuramente tutte le ragioni per essere “arrabbiata”, avendo da poco appreso indirettamente della sua situazione familiare, ma molto probabilmente le cause sono da ricercare più all'interno della problematica familiare in sé che in discutibili ipotesi di plagio e dominio derivanti da contatti esterni. Certo, il fenomeno delle sette esiste ed è preoccupante per certi aspetti, nessuno lo nega, però è indiscutibile che spesso nella nostra società è molto più facile trovare una colpa verso l'esterno che non porsi gli adeguati esami di coscienza e capire dove si sia sbagliato, e questo vale non solo per problemi personali ma può essere esteso ai problemi familiari, basti controllare le statistiche sulle separazioni e divorzi, ai problemi tra vicini di casa, con cause civili che nei migliori casi si fermano al giudice di pace, fino ad arrivare agli attriti tra le nazioni di cui oggi abbiamo un quadro ben preciso.
La signora Carla Basso afferma che, riporto testualmente “Io non voglio accusare nessuno”, eppure fa dei riferimenti ben precisi cercando di portare concretezza alla sua testimonianza evidenziando come “molti prima di me” abbiano già messo in guardia sulla pericolosità dell'associazione. Chi è questa moltitudine di persone? E... “bollettini parrocchiali che hanno testimoniato la preoccupazione di vescovo e preti” ma quali sono questi bollettini parrocchiali? C'è un espresso
riferimento al Sicomoro? Insomma, si parla tanto per parlare o si dispongono di effettive certezze?
E perché non agire nelle sedi preposte visto e considerato che si afferma come l'azienda di famiglia abbia chiuso per cause, stando a quanto si capisce, connesse a fattori di appartenenza all'associazione del Sicomoro, “La setta ammazza-aziende”? Tra l'altro l'azienda è ancora in attività.
Dall'articolo si desume come la nostra associazione usi sistemi di plagio e fantomatiche tecniche di dominazione mentale, eppure ella stessa dice di essere inizialmente entrata e poi uscita dal gruppo del Sicomoro e di come, al contrario, il marito sia sia fatto sempre più coinvolgere. Si potrebbe pensare che il marito sia mentalmente più debole (oppure che già allora la situazione coniugale cominciava ad incrinarsi?). Vengo però ad apprendere che la decisione di separazione è stata presa dal marito, (plagiato?) lo stesso che poi si è dimesso dall'associazione. E allora che senso ha tutto ciò? Quale vantaggio potrebbe aver avuto la nostra associazione se non perdere un carissimo amico oltre che stimato volontario del gruppo, sempre felice nell'aiutare e a rendersi disponibile nei piccoli e grandi eventi che l'associazione di anno in anno promuove?
Vorrei ora venire al tema della setta, come è definita? Mi faccio aiutare dalla ben nota enciclopedia online...
“Setta (dal latino secta, da sequi, seguire, seguire una direzione, e da secare, tagliare, disconnettere) indica un gruppo di persone che segue una dottrina religiosa, filosofica o politica che, per particolari aspetti dottrinali o pratici, si discosta da una dottrina preesistente già diffusa e affermata.
In passato poteva indicare una scuola di pensiero all'interno di una religione, senza che fosse eterodossa o che entrasse in conflitto con altre scuole. In seguito il termine assunse una connotazione dispregiativa, ricercata dalla religione dominante, per indicare gruppi minoritari che contestavano la sua autorità dottrinale e interpretativa. In tal senso movimenti come i valdesi vennero considerati una pericolosa setta da parte della Chiesa cattolica e gli sciiti dell'Islam vennero considerati eretici nei paesi a maggioranza sunnita. A seconda dei periodi storici e culturali le controversie hanno determinato scontri anche molto violenti, persecuzioni e intimidazioni del gruppo più forte sul più debole con casi meno frequenti di ritorsioni. In alcuni casi la setta divenuta dominante ha assunto a sua volta comportamenti violenti, intimidatori e persecutori.
In tempi più recenti setta indica più frequentemente gruppi anche non religiosi sorti attorno a personalità carismatiche.
Nonostante il passare del tempo e un clima più orientato al dialogo e al rispetto delle diversità, il termine setta viene ancora utilizzato in senso dispregiativo per indicare gruppi che hanno credenze, miti e ritualità differenti rispetto a quelli della religione o della mentalità dominante. Alcuni sociologi della religione, per ovviare a questo problema, preferiscono utilizzare il termine "culto", ritenuto più neutrale. Questo termine però è frequentemente utilizzato in USA come sinonimo di setta, soprattutto per indicare gruppi borderline (definiti "cult-like").”
E' chiaro quindi perché la religione dominante in Italia, cattolica, sia preoccupata dal fenomeno delle sette, come la Chiesa sia in profonda crisi delle vocazioni e dei fedeli, perché certamente, e questo lo dico come cattolico non praticante ma profondamente cristiano, che leggere spesso e mal volentieri di scandali di pedofilia passati e presenti (casi Irlandesi, Statunitensi, in Brasile, Australia, la copertura dei preti pedofili da parte delle gerarchie; c'è anche oggi un articolo a pagina 11 sullo scandalo in Germania “Pedofilia nel coro del fratello del Papa”), non fa bene alla dottrina e alla purezza della Chiesa cattolica per non parlare dei passati scandali di Sindona e Calvi e del riciclaggio del denaro sporco in Vaticano.
E' questo che allontana i fedeli dal cattolicesimo e nel farli prendere strade alternative, alla ricerca di soluzioni più spirituali e meno dogmatiche, dove l'inferno e i tabù non la fanno da padrone. E' conseguenza di questo disorientamento che poi, alcune persone, cadono in deludenti gruppi e in preda a possibili truffe e raggiri.
Questi però non è il caso del Sicomoro. La nostra è un'associazione alla luce del Sole, cerchiamo di essere il più trasparenti possibile perché per noi è una chiave fondamentale anche quando cerchiamo di recuperare fondi, tramite varie attività, da devolvere in beneficenza. Solo la trasparenza ci permette di evitare scandali di fondi rubati e mai devoluti, di finte Onlus e storie che, purtroppo, si ascoltano troppo spesso al telegiornale e che poi, inesorabilmente, fanno perdere la fiducia alle persone verso le buone cause.
Noi dell'associazione del Sicomoro non ci “mascheriamo dietro ideali di facile presa” ma al contrario cerchiamo di educare e trasmettere queste certezze, non ideali, alle persone che spesso lasciano decidere alla televisione cosa dovranno fare domani. Tra queste certezze non possiamo certo negare l'esistenza di forme intelligenti che ci visitano da secoli, parlo degli extra-terrestri e del fenomeno dell'ufologia in generale. Negare questo significa relegare il proprio pensiero al medioevo, significa negare le aperture che ci sono state da parte della chiesa nel fenomeno; come scordasi Monsignor Corrado Balducci (demonologo), il direttore della Specola Vaticana, padre José Gabriel Funes? Significa scordarsi delle aperture degli archivi ufficiali sui casi ufologici di nazioni quali la Francia, L'Inghilterra, Brasile, Russia, etc. testimonianze di piloti militari, astronauti, ex militari, scienziati, carabinieri... oltre le innumerevoli testimonianze di privati cittadini.
Perché dovremmo ancora relegare, sapendo quanto sopra scritto, le “apparizioni sulla nuvola” e i “carri di fuoco” della bibbia a fantastiche descrizioni e non invece alla presenza, già a quei tempi, di visitatori extra-terrestri? E soprattutto, a chi nuoce tutto questo? Perché criticare la scelta e la libertà altrui seppur connessa a tematiche così delicate? Se il Sicomoro ha fatto del male a qualcuno dimostratecelo con fatti certi, altrimenti perché Lei pubblica sul suo giornale tali accuse prive di fondamenta seppur in un quadro più ampio connesso ad un dossier sulle sette? Non poteva la dott.ssa Olivia Bonetti andare più affondo sulla vicenda invece di fermarsi ad una semplice intervista?
Mi rammarico, pertanto, perché questo messaggio sul Sicomoro, che è passato con tale articolo sulle sette, non andrà a ledere lo spirito dei nostri volontari e delle persone connesse al gruppo, noi crediamo in quello che facciamo e lo facciamo col cuore, ma ricadrà sfortunatamente sugli innocenti, quegli stessi bambini che sopravvivono grazie alle donazioni e ai contributi raccolti con le attività del Sicomoro; è per questo motivo che ringrazio, si fa per dire, la signora Carla Basso e chi con Lei ha contribuito e contribuisce tutt'ora a diffondere false informazioni sull'attività e sugli obiettivi dell'associazione del Sicomoro e che, pertanto, dovremmo opportunamente querelare.
In sincerità
Graziano Ugenti.
E-mail: graziano.ugenti@gmail.com
Sito: www.ilsicomoro.info
p.s.: Autorizzo il dott. Vladimiro Tulisso ad utilizzare il contenuto di questo documento, fatta
eccezione per l'email, nella sua interezza senza modifiche alcune per la divulgazione sui mezzi di
comunicazione che ritenga più opportuni.
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Pordenone, 9 marzo 2010
Spett.le Gazzettino,
Invio questa lettera in merito all' articolo da Voi pubblicato il 6 marzo c.a., nel quale la Sig.ra Carla Basso denuncia la sua difficile situazione familiare.
Io faccio parte dell'associazione culturale “Il Sicomoro” da circa nove anni e ben conosco tutti gli attori che la Sig.ra Carla ha chiamato sulla scena. A suo tempo mi sono avvicinata all'associazione incuriosita dagli argomenti che con serietà venivano proposti, e non imposti, a coloro che sentono la necessità di non soccombere all' imbonitore mediatico di turno. Una frequentazione sempre più assidua, la mia, che trovò un senso più concreto quando Giorgio Bongiovanni portò a nostra conoscenza la realtà dei bambini delle Ande. La visione dei filmati che mostravano le condizioni di estremo degrado in cui quei bambini vivono mi ha toccata nel profondo ed ha fatto scaturire in me il desiderio di fare qualcosa di concreto, di trasformare le parole in azioni.
Conoscere i responsabili che in Argentina erano in prima linea a fianco dei bambini mi ha portata a partecipare attivamente alle diverse attività per il sostegno della fondazione argentina. Più entravo in contatto con le problematiche da risolvere per migliorare la vita di quei bambini e più mi rendevo conto che la necessità di tutelare il pianeta dalle predazioni dell'uomo, realizzare opere a favore della vita dell'uomo e non della sua sopravvivenza, erano alcuni degli aspetti di una Giustizia intesa non solo come insieme di leggi attraverso le quali riconoscre bene e male, giusto e ingiusto, me era l'anello fondamentale poichè esse si possano realizzare. Per questo l'attività del Sicomoro trovava giusta collocazione in uno scenario informativo che si preoccupa di creare diversivi di ogni tipo per distogliere l'attenzione delle persone dai problemi che ci stanno sempre più pressando. Riprendo qui alcune parole di Carla...” eppure la realtà cui ci si trova di fronte è così travolgente, scioccante, che a volte si fa fatica a credere che sia vera.” E' proprio di questo che il Sicomoro cerca di parlare, con relatori seri e ben documentati,della realtà sconvolgente di follia in cui siamo immersi, dei compromessi per il potere, degli interessi occulti disposti a sacrificare popoli e dignità della vita, ed è proprio questo che fa scandalo.
All'associazione dedico il tempo che rimane dopo il lavoro ed i doveri familiari, con la sensazione che sia comunque troppo poco. Alle diverse attività partecipa chiunque desideri mettere a disposizione il proprio tempo, secondo la propria disponibilità e capacità.
Il marito di Carla è stato un prezioso compagno in molte levatacce per andare ai mercatini, nei
quali racimolare briciole per i bambini e far conoscere la loro realtà a coloro che sentivano il cuore battere diversamente di fronte ai documenti che presentiamo. Il viaggio che ha fatto in Argentina lo ha reso testimone di una realtà che ha trafitto il suo cuore, e già allora gli avvoltoi si erano avvicinati per infondere il dubbio nel cuore di Carla. Lui non è riuscito a rimanere indifferente ed ha posto una parte del suo immenso cuore a servizio dei bambini.
Giorgio Bongiovanni è un uomo che realizza la propria vita a servizio della necessità di denunciare tutto ciò che di marcio della nostra società si nasconde dietro alla mafia , collaborando con i giudici del pool Antimafia, con diverse procure, e la sua attività è sotto gli occhi della magistratura. Per quanto riguarda il messaggio spirituale lui lo propone a tutti coloro che sentono il desiderio di una spiritualità attiva e viva nel concreto del quotidiano.
E' un uomo che parla della giustizia del Cristo, del Suo ritorno, da Lui promesso e annunciato nei Vangeli. Mi è difficile credere che questi che stiamo vivendo non siano gli ultimi tempi, viste le guerre, le madri che uccidono i figli e viceversa, l'indifferenza dell'uomo verso la sofferenza dei suoi simili. Molti scienziati, vi è ampia documentazione, da molti anni ci richiamano alla necessità di modificare lo stile di vita per invertire la tendenza distruttiva dominante. Anche ai loro richiami si è messo il silenziatore, fanno troppa paura e potrebbero raccogliere tali consensi da costringere i potentati a modificare gli assetti economici in corso. Gli stigmatizzati sono sempre stati considerati fonte di disagio per le autorità ecclesiastiche, sia che appartengano ad ordini religiosi o si tratti di laici, non stupisce quindi l'atteggiamento critico nei suoi confronti. Le argomentazioni, le idee che lui sostiene sono pubblicate nel sitogratuito da lui stesso creato, non vi è nulla di nascosto e chiunque è libero di criticare, condividere, portare la propria opinione in un civile confronto fra punti di vista diversi.
E' vero che bisogna stare “in guardia” da simili persone, perchè si rischia di scoprire che il messaggio che il Vangelo ci ha lasciato è quanto mai attuale e ci chiama al risveglio consapevole della coscienza, al rispetto della Vita, dell' Uomo e non delle fredde pietre destinate a crollare, come fu per il Tempio di Gerusalemme, insieme all' ipocrisia del Sinedrio che sancì la condanna della nostra umanità al riscatto..
Quanto alle “fandonie astrali” la copiosa documentazione che molti governi hanno finalmente resa pubblica documenta ufficialmente e al di sopra delle opinioni la presenza nei nostri cieli di oggetti che non sono certamente stati prodotti dall'uomo.
Nell' associazione vi sono persone di diversa età, cultura, professione, estrazione sociale, coppie giovani e meno giovani che condividono il desiderio di pensare, parlare ed agire proiettandosi verso una realtà in cui il benessere dell' uomo e l' ambiente in cui vive siano al centro e il centro di ogni decisione sociale. Io ritengo che la Giustizia debba essere un valore supremo e non il comodo sgabello per interessi di parte .La collaborazione con coloro, e ce ne sono, che condividono la necessità di operare per difendere la Vita in tutti i suoi aspetti mi fa sperare che una società più giusta sia possibile. Aprire la mente alla possibilità che altri mondi della nostra galassia siano abitati ed a noi sconosciuti, mi fa sentire l'entusiasmo della scoperta di nuove forme di vita, e con curiosità mi interesso ai fenomeni sempre più frequenti che appaiono nei cieli in tutto il mondo.
Ci sono molti modi in cui le persone che sono attaccate agli odierni modelli sociali ci possono attaccare, infangare, ostacolare, ma nessuno può fermare il movimento verso il rinnovamento, implicito nell'essenza stessa della Vita. Ad ognuno di noi decidere se essere partecipi del cambiamento o meno e come realizzarlo.
Spero che Carla riesca a trovare il giusto aiuto per ritrovare una vita serena, conosco il dolore che sta attraversando e so quanto sia difficile il percorso di guarigione.
Quello che ho notato è quanto sia più facile incolpare quello che gravita all'esterno della coppia o della famiglia piuttosto che guardare fra le proprie mura con autocritica. E' meno doloroso trovare il senso di una separazione credendo che sia di altri la responsabilità, imputando loro la colpa di aver spostato gli equilibri, provocando la caduta. Io ritengo che spesso lo squilibrio si origini dalla fragilità, dall' incapacità di condividere le responsabilità o dal cambiamento che in ognuno di noi negli anni fisiologicamente avviene e la coppia non riesce a metabolizzare. Mi rendo conto che sono argomentazioni semplici e certamente non le uniche, ma sono fin troppo reali nello scenario delle separazioni, anche fra quelle riguardanti coppie che frequentavano o frequentano l'associazione. Come le persone hanno ricostruito la propria vita è specchio dei loro valori. Alcuni hanno seguito la via della correttezza e della responsabilità nei confronti dei figli, mentre altri hanno preferito demonizzare e scaricare le proprie responsabilità sul fin troppo facile bersaglio dell'associazione. Nel tempo ad ognuno ritornerà quello che ha seminato.
Ringraziando per la possibilità che mi è stata concessa dal vostro giornale, porgo distinti saluti
Cattaruzzi Loredana
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Spett.le Direttore Responsabile
Roberto Papetti
c/o IL GAZZETTINO s.p.a.
Via Torino, 110
30172 Venezia Mestre
Capocronista
Vladimiro Tulisso
redazione de Il gazzettino sede Pordenone
Corso V. Emanuele 2 – 33170
pordenone@gazzettino.it
Innanzi tutto mi presento, sono Della Coletta Mara e sono una delle fondatrici dell’Ass.ne Culturale “Il Sicomoro”.
Le scrivo a causa dell’articolo “ la setta ammazza-aziende” a pagina 14 del suo giornale dell’6 marzo 2010 e, di seguito, l’approfondimento nell’inserto di Pordenone. E’ malafede o ignoranza la prefazione nell’articolo? Come si permette ad accostare il nome della ns. ass.ne a movimenti religiosi alternativi (?) sette, magia ecc…. Quali sarebbero poi “gli esperti”?
9 Novembre 2007, San Vito al Tagliamento (PN) – Auditorium Liceo Scientifico
Conferenza su “Le profezie Maya” – In collaborazione con le Assoc.ni Comprobiolila e ARCI
Relatore: PIERGIORGIO CARIA
18 Aprile 2008, Pieve di Porcia – Ex Scuola elementare
Incontro con Graziano Naressi. Energie rinnovabili e impianti fotovoltaici. Come produrre
energia elettrica gratuita con un proprio impianto.
7 Dicembre 2008, Pordenone – Sala Convegni Ente Fiere
“FUNIMA DAY III: La giustizia scomparsa”Relatori: Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, Guido Barbera, presidente CIPSI e responsabile campagna “Libera l’acqua”, Raul Bagatello, presidente “Funima International” e Giorgio Bongiovanni, direttore rivista ANTIMAFIADuemila.
21 Settembre 2009, PORDENONE – Auditorium della Regione Conferenza su “Intercettazioni: quale verità?” Relatori: GIOACCHINO GENCHI, MONICA CENTOFANTE (moderatore)
05/12/2009, PORDENONE – Auditorium provinciale Concordia Convegno “FUNIMA DAY 2009. “I piani del potere: quale futuro ci aspetta? La manipolazione dell’informazione”Relatori: Raul Bagatello, presidente “Funima International”, Guido Barbera, presidente del coordinamento CIPSI, Giulietto Chiesa, giornalista, Gioachino Genchi, consulente delle Procure e Giorgio Bongiovanni, direttore rivista ANTIMAFIADuemila. Modera Anna Petrozzi, caporedattore di ANTIMAFIADuemila.
Le ho elencato pochissimi esempi (i più recenti) di quanto abbiamo organizzato in questi anni e non credo faccia di noi un eventuale movimento religioso alternativo l’aver promosso conferenze a tema ufologico o su fenomenologie come i cerchi nel grano. Temi peraltro presentati da studiosi e ricercatori seri e molto preparati. Per chi si vuole informare i dvd delle conferenze sono a disposizione.
Fanno forse di noi una setta le conferenze con Giorgio Bongiovanni a tema Spirituale? Se così è pazienza, non per questo rinnegheremo la nostra amicizia ed il nostro appoggio a chi da anni lotta contro la mafia (vedi rivista Antimafiaduemila) o promuove ass.ni come la Funima International Onlus nata per dare un aiuto concreto a molti bambini dimenticati dagli uomini e dalle Istituzioni o perché, da stimmatizzato, porta la sua esperienza e parla del prossimo ritorno del Cristo (ma non ne parla anche il Vangelo?).
Il resto non mi interessa. Non condivido la metodologia della sign.Carla la quale intende imputare all’ass.ne la disfatta del suo matrimonio. Totò diceva: “ma siamo uomini o caporali? …e quindi che ogni uno si prenda le sue di responsabilità.
Mi disturba parecchio invece l’accostamento a Religione e magia in modo allusivo e fuorviante nonostante sia stato dato spazio correttamente all’intervista fatta al presidente dell’ass.ne . Pari opportunità? Non direi proprio, io la chiamerei strumentalizzazione (da ambo le parti). Il vero giornalismo approfondisce, si informa e riporta i fatti invece questi articoli così impostati mi confermano la superficialità con cui sono stati trattati i temi.
Quindi, concludendo, credo di capire come insegnamento che le persone brave oneste e rispettose se ne stanno a casetta loro pensando ai propri affari, alla famiglia e ai figli. Si guardano bene dall’unirsi con altre persone per promuovere attività di informazione documentata o di aiuto e sostegno agli emarginati tanto, come al solito, ci penserà qualcun altro…e se la democrazia è in pericolo ci pensino bene i politici…e se i bambini muoiono che colpa ne ho? Perché poi? Per essere etichettati come una setta? Non sono mica matto io.
09/03/2010
Della Coletta Mara tel 0434 748798 begin_of_the_skype_highlighting 0434 748798 end_of_the_skype_highlighting
E-Mail dellacolettamara1@interfree.it
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Sant'Elpidio a Mare
10 marzo 2010
Alla c.a. del direttore del Gazzettino dott. Roberto Papetti
Alla c.a. della giornalista Olivia Bonetti
Egregio Direttore,
siamo stati informati dal signor Domenico Santin presidente dell'associazione “IlSicomoro” sull'ampio spazio dedicato a questa associazione di Pordenone sul vs numero uscito sabato scorso, con riferimenti a dir poco spiacevoli sia per i loro iscritti che in merito alla figura e all'operato di Giorgio Bongiovanni.
Funima International è un’organizzazione senza fini di lucro che nasce nel 2005 per iniziativa di quest'ultimo, uomo di profonda fede, con il preciso obiettivo di creare un ponte di solidarietà diretto con la fondazione argentina Fu.Ni.Ma (Fundación los Niños del Mañana – Fondazione i bambini del domani). L’intervento congiunto di Funima International con la Fundación si è esteso, negli anni, ad altre realtà sociali bisognose in Uruguay ed in Paraguay, creando nuove sinergie con realtà associative operative in loco. Una risposta concreta nella difesa dei diritti dei soggetti più deboli, colpiti dalla nostra ‘società del benessere’.
Si realizzano iniziative a carattere umanitario e solidale in diverse regioni d’Italia per favorire raccolte di fondi destinate a progetti di solidarietà internazionale. Vedi www.funimainternational.org
I bilanci sono pubblici e gli operatori stessi dell'associazione agiscono nel massimo della trasparenza con il rendiconto puntuale dei progetti così come viene rendicontata la destinazione dei fondi. I più diffidenti possono toccare con mano, e numerosi sono i volontari ed i benefattori che si recano nelle aree di intervento in cui si sviluppano le ns opere di solidarietà.
Non riusciamo ad agire come vorremmo a favore di tutti quei bambini scandalosamente abbandonati ed abusati il cui numero sale a dismisura ad ogni statistica effettuata così come aumentano i problemi legati all'ambiente, all'inquinamento, alle ingiustizie sociali, alla corsa agli armamenti, ai conflitti...
La grande sfida del nostro ispiratore Bongiovanni Giorgio, da tempo peraltro pubblicamente attivo nella lotta contro la mafia è quella di aiutare concretamente il più possibile, ma soprattutto di denunciare e di dire la verità su fatti, violenze e delitti, che troppo spesso affondano nell'omertà.
Nel rispetto delle vicende personali possiamo solo dispiacerci per coloro che volontariamente si attivano a favore della vita e del prossimo e poi per problemi personali rivedono le scelte fatte se non addirittura la propria vita scaricando a terzi le proprie responsabilità.
Altra cosa sono i fatti oggettivi, la coerenza tra il dire e il fare ed i seri eventi pubblici che proprio in stretta collaborazione con Domenico Santin e tutto lo staff del “SICOMORO” abbiamo organizzato nella vostra città: il Funima Day 2008 ed il Funima Day 2009.
A disposizione di tutti li filmati ed i contenuti degli interventi di ciascun relatore che ha partecipato.
E' anche per mezzo di conferenze pubbliche come queste che Giorgio Bongiovanni - appoggiato da tanta gente in Italia e nel mondo - trasmette soprattutto ai nostri giovani abbandonati a sé stessi che si devono aggrappare ai valori etici, e che devono pretendere dalla politica e dalle Istituzioni - Chiesa compresa - che si impegnino a fondo per il bene comune, per la solidarietà e la giustizia sociale, apertamente contro tutte le mafie che a braccetto con il potere ci stanno togliendo libertà e dignità.
Grazie per la cortese attenzione.
Il Presidente Mara Testasecca
Il Consiglio Direttivo ed i soci della Funima International
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Alla c.a. del Direttore de “Il Gazzettino”
Dott. Roberto Papetti
Alla c.a. del capo cronista
Redazione “Il Gazzettino” sede di Pordenone
Dott. Vladimiro Tulisso
Alla c.a. della giornalista Olivia Bonetti
Lettera aperta inviata via fax allo 041-665386 ed all’indirizzo e-mail pordenone@gazzettino.it
Induno Olona, 14 marzo 2010
Dopo essere venuto a conoscenza dei Vs. articoli: “Religione e magia – la mappa delle sette” / “Così ho perso mio marito” apparsi il 6 marzo 2010 su “Il Gazzetino” di Pordenone, in risposta ad essi per testimonianza.
Come ricorda il detto, i panni sporchi si “dovrebbero” lavare in casa propria, ma qui evidentemente non se ne hanno le capacità per farlo e compresa, quella di ammetterlo. Stento ancora a credere come si abbia avuto il coraggio di scaricare su terzi, che tra l’altro non c’entrano proprio nulla, le responsabilità e le colpe che risultano essere solo le proprie!
… E poi … c’è chi se ne approfitta strumentalizzando il caso.
E ciò e abominevolmente subdolo!
Anche questo fa parte ahimè di un certo tipico “modus operandi” posto in atto da certe “caste”: ora capita che ci si approfitti della effettiva ed innegabile realtà della “mala opera” perpetrata da certe sette, per preparare “ad hòc” un unico “rogo” sul quale mandare anche chi, oltre a non averne nulla a che fare, opera unicamente a scopo di bene per il prossimo in maniera oltretutto documentata, generando per tale motivo un certo fastidio presso queste “caste” oramai in crisi visti anche gli ultimi atti di pedofilia ed altro; sì certo, fastidio, in quanto si scontrano con inconfutabili esempi di vita cristiana alla vista di tutti! Ecco il Sicomoro, ecco Funima International ONLUS, ecco Antimafiaduemila, ecco il Sig. Giorgio Bongiovanni che sono stati ingiustamente menzionati sui Vs. articoli.
Questo il motivo per cui mi “aggiungo” quale testimone e sono certo che oltre a me ve ne saranno tanti, per “taluni” anche troppi e … fastidiosi !
Nessuna setta. Solo liberi pensatori, solo liberi operatori, ma liberi davvero!
Per il bene e la sopravvivenza dei bambini del Sud America assistiti con puro volontariato anche da Funima International, per la lotta alla mafia anche attraverso l’operato della rivista Antimafiaduemila recante oltretutto vari articoli “firmati” da Salvatore Borsellino fratello di Paolo Borsellino e della quale il Sig. Giorgio Bongiovanni è fondatore e direttore, per il suo rispetto dato che opera umilmente ed instancabilmente nonostante tutto, compresa la documentata sofferenza quotidiana arrecata dalle Sacre Stigmate da più di vent’ anni, Vi prego vivamente di prenderne atto e di pubblicare le dovute rettifiche, certo della Vs. professionale serietà ed integrità morale.
Ringrazio per la Vs. cortese attenzione.
In fede.
Tiziano Emaldi