PROTEZIONE CIVILE - GRANDI RAPINE SPA
di Ferdinando Imposimato [ 04/03/2010]
La corruzione dilaga. A scapito di milioni di cittadini e soprattutto dei lavoratori, privati di risorse essenziali per la loro sopravvivenza. La Corte dei Conti ha denunziato un aumento nel 2009 del 229%. Le Regioni che brillano per questo fenomeno sono la Lombardia, la Sicilia il Lazio e la Puglia, nonostante il successo di Nichi Vendola. In questo campo e' pienamente rispettata la par condicio tra maggioranza ed opposizione. La corruzione e' trasversale. A brillare e' anche la Calabria, in cui si registra il trionfo del Governatore uscente. Come si vede, viene premiato lo sperpero del pubblico denaro e non il rigore.
Il fenomeno corruttivo ha trovato forme piu' sofisticate. E spesso coperte da leggi e provvedimenti amministrativi. A dominare la scena sono stati nel recente passato l'insider trading e l'aggiotaggio. Il primo riguarda chi abusa di informazioni privilegiate di cui e' in possesso quale azionista di una societa' o quale controllore per compiere operazioni speculative di acquisto o vendita. Il secondo consiste nel comunicare notizie false, esagerate oppure tendenziose o simulate per determinare una alterazione del prezzo di azioni od obbligazioni. Vittime di questo mercato illecito furono e sono gli ignari cittadini che vedono dissipati i loro sudati risparmi nello spazio di un mattino. In questi due fenomeni delittuosi si inserisce quasi sempre la mancanza di controlli da parte degli organismi che tale funzione dovrebbero svolgere. E nei quali dovrebbero operare arbitri imparziali ed invece sono presenti personaggi che si trovano spesso in conflitto d'interessi. Come un magistrato che si occupava di reati contro la Pubblica Amministrazione. E sarebbe stato legato ad alcuni dei responsabili dello scandalo. Con un palese conflitto d'interessi. Ed e' proprio questo un altro anello debole della nuova Tangentopoli: la mancata disciplina del conflitto come delitto autonomo, dopo la depenalizzazione dell'interesse privato in atti di ufficio (articolo 324 del codice di procedura penale) avvenuta improvvisamente nel 1990. La quale ha consentito il prosperare di vecchie e nuove forme di criminalita' che vanno sotto il nome di “colletti bianchi”. Ed e' da questo che bisogna partire per capire cio' che di molto complesso sta accadendo.
LEe#8200;FALSEe#8200;PRIVATIZZAZIONI
Oggi gli strumenti di corruzione sono gli enti pubblici diventati SPA, come in passato lo furono l'Alta velocita' e l'Anas (e lo stava per diventare la Protezione civile): il pretesto per la creazione di queste societa' per azioni fu la maggiore efficienza delle imprese private rispetto agli enti pubblici. In realta' non fu cosi': si volle sfuggire al controllo della magistratura ordinaria e della Corte dei Conti, eliminando i presupposti dei delitti contro la Pubblica Amministrazione. E cosi' la Protezione Civile, che era un enorme carrozzone per finanziarie le imprese amiche della maggioranza, doveva consentire la scelta delle societa' di costruzione senza controlli pubblici: la presenza di Denis Verdini, capo della organizzazione del Pdl e persona di fiducia del premier, nella scandalo della ricostruzione in Abruzzo, sia pure come indagato “presunto innocente”, dimostra che la difesa di Guido Bertolaso da parte del premier potrebbe essere dovuta alla preoccupazione di perdere una fonte cospicua di finanziamenti pubblici, necessari per la campagna elettorale in corso. In cui la candidata del Pdl alla Regione Lazio dilaga con manifesti anche nei bagni pubblici e privati. Anche qui, esiste un insopportabile conflitto di interessi tra le imprese avvantaggiate dalla legge sulla privatizzazione e gli interessi dei cittadini che dovrebbero essere perseguiti. E se e' vero che qualcosa si fa a l'Aquila, e' anche vero che questo qualcosa costera' come sempre alla collettivita' cinque o dieci volte piu' di quello che dovrebbe costare. E' bene rinfrescare la memoria corta di molti italiani, riandando con il pensiero alla falsa privatizzazione dell'Alta Velocita'.
FURTI MODELLO TAV
Per la linea Tav nel giro di alcuni anni i costi lievitarono salendo alle stelle: all'inizio dei lavori si fece un preventivo di 26.180 miliardi di lire come costo dell'Alta Velocita'. Poi sul sito Internet della Tav, ad aprile del ‘98, si dava un costo di 34.000 miliardi, ma solo per l'asse verticale Milano-Napoli, mentre si ometteva l'asse orizzontale Torino-Venezia e mancava la fornitura del materiale rotabile. Una stima del costo complessivo del progetto fu fatta, in quello stesso 1998, dalla societa' Quasco di Bologna al cui vertice era l'ingegnere Ivan Cicconi, grande esperto di lavori pubblici. Essa fu pubblicata da La Repubblica e sulla rivista Costruire. Questa stima portava il costo complessivo dell'Alta Velocita' a 140.000 miliardi. Ben cinque volte piu' di quello previsto.
Un altro aspetto della grande menzogna era nella falsa natura privatistica dell'operazione realizzata da Lorenzo Necci e dagli altri fautori del progetto. Nell'agosto del 1991 e per sette anni, diversi ministri dei Trasporti e presidenti del Consiglio, del centro destra e del centro sinistra, oltre che l'amministratore delegato delle FFSS Necci e quello della Tav Ercole Incalza, presentarono questo progetto come finanziato al 60% con capitale privato, e realizzato dalla Tav Spa, spacciata come societa' a maggioranza privata. Tali affermazioni, ripetute per bocca di tutti i ministri dei Trasporti che si sono succeduti ed avallate da diverse leggi finanziarie, sono servite a convincere la pubblica opinione ignara e ingenua ad accettare come necessari gli ingenti stanziamenti pubblici, che sarebbero stati, secondo i grandi truffatori che avevano ideato il progetto, complementari ai soldi privati.
La verita' era ben diversa e inutilmente fu denunciata dall'ingegner Cicconi, presidente di ITACA, Istituto per la Trasparenza Aggiornamento e Certificazione Appalti: il finanziamento privato non c'era mai stato, la maggioranza privata della Tav non esisteva. Erano due clamorose menzogne che spinsero molti a denunciare il meccanismo contrattuale e finanziario dell'Alta velocita' come “una truffa ai danni dello Stato”. Nessuno mai dei ministri e dei capi di governo che avevano promosso e avallato quella scelleratezza smenti' i denuncianti.
In definitiva si trattava di una truffa ai danni dei cittadini, i contribuenti italiani che, pagando le tasse, permettevano al Tesoro di far fronte agli impegni. E questo non solo perche' i privati non avevano versato una lira pur realizzando immensi guadagni, ma perche' queste menzogne consentirono alla Tav spa di affidare a trattativa privata la realizzazione delle tratte e la fornitura del materiale rotabile senza alcuna gara competitiva, come invece sarebbe stato necessario secondo quanto imposto dalle direttive europee entrate in vigore. Gara che consentisse di verificare sul mercato i prezzi definiti nei contratti affidati ai consorzi per la realizzazione dell'Alta Velocita'. E soprattutto di risparmiare somme ingenti, a vantaggio sempre dei contribuenti.
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Oggi la privatizzazione della Protezione diventerebbe il principale strumento di corruzione. Un cancro che affligge la politica e le istituzioni pubbliche e private da decenni. Ed e' all'origine del conflitto d'interessi. Che non si riesce a debellare. Proprio perche' chi dovrebbe debellarlo - in primis il governo - versa in clamorosi conflitti di interessi e non ha interesse a risolvere il problema. Anzi la legislazione da varare va nella direzione opposta, che e' quella di favorire operazioni societarie sotto copertura, che nascondono spesso il riciclaggio di capitali sporchi di provenienza la piu' svariata.
La Guardia di Finanza scopri' a suo tempo che uno degli immobiliaristi che controlla una ragnatela di societa' in tutto il mondo avrebbe utilizzato come consulente uno dei personaggi responsabili di riciclaggio del denaro illecito proveniente dal clan calabrese dei Piromalli. A questi l'immobiliarista avrebbe lasciato il compito di gestire il contatto con gli istituti di credito per le scalate. Un altro “consulente” dell'immobiliarista (parola magica che nasconde spesso fenomeni di riciclaggio e di corruzione), stando a notizie apparse sul Corsera e sul Sole 24 ore, avrebbe compiuto un'altra operazione “in concerto” con un prestanome del cassiere della Banda della Magliana. Che altro non e' che Cosa Nostra.
Ancora una volta, con la tanto agognata legge sulla Protezione civile spa, il presidente del Consiglio tende a favorire i suoi interessi patrimoniali; e afferma che occorre cancellare le intercettazioni telefoniche, alle quali si deve la scoperta del grande imbroglio della Protezione Civile e della implicazione della maggioranza di Governo.
A ricordarci questa anomalia non sono le toghe rosse: fu a suo tempo la stampa europea di ogni colore. A cominciare dal Times, simbolo dei conservatori inglesi. Gli stessi toni critici ispirano Le Monde, l'Herald Tribune, El Pais, Der Spiegel, non sospettabili di filocomunismo. Oggi il ponte sullo stretto di Messina e' gia' stato causa di sperperi. Vorremmo sapere quanti miliardi di euro sono stati anticipati all'impresa scelta per la costruzione.
A tutto questo occorre aggiungere un dato inquietante. Riguarda il record che detiene l'Italia nelle violazioni di direttive europee in materia di appalti per le grandi opere pubbliche. E ancora un volta l'imbroglio non sarebbe mai scoppiato con il controllo dell'opposizione, compresa l'Italia dei Valori. Ha fatto bene Salvatore Borsellino a lasciare Antonio Di Pietro, che predica bene e razzola male, come dimostra il sostegno a Vincenzo De Luca.
Oggi e' stato l'intervento rapido, esemplare e competente della magistratura inquirente di Firenze a fare esplodere il bubbone. Quella stessa magistratura che, sottoposta da anni agli attacchi forsennati del Governo, e' oggi l'unica funzione pubblica italiana che tiene alto il prestigio del Paese e invece si vorrebbe delegittimare.
La magistratura dimostra ancora una volta di andare avanti senza strumentalizzazioni e senza guardare in faccia a nessuno. L'uscita dei verbali e' senz'altro da attribuire a persone che non fanno parte della magistratura inquirente. Di pari passo con Firenze procedono spedite anche le inchieste della Procura a L'Aquila, e speriamo che non vi siano spostamenti di processi, come tentativo di affossarli e di salvare i corrotti.
Tratto da :Lavocedellevoci.it